Piripiripiri...Piripiripiri... Giovanni telegrafista e nulla più, stazioncina povera c'erano piu' alberi e uccelli che persone ma aveva il cuore urgente anche senza nessuna promozione battendo, battendo su un tasto solo. Piripiri... Elittico da buon telegrafista, tagliando fiori, preposizioni per accorciar parole, per essere piu' breve nella necessita', nella necessita'. Conobbe Alba, un Alba poco alba, neppure mattiniera, anzi mulatta che un giorno fuggi unico giorno in cui fu mattutina per andare abitare citta' grande piena luci gioielli. Piripiripiri.... storia viva e urgente. Ah, inutili tanto alfabeto morse in mano Giovanni telegrafista cercare cercare Alba ogni luogo provvisto telegrafo. Ah, quando l'invecchia cum est morosa urgenza Giovanni telegrafista e nulla piu'... urgente. Piripiri... Per le sue mani passo mondo, mondo che lo rese urgente, crittografico, rapido, cifrato, passo' prezzo caffe' passo' matrimonio Edoardo ottavo oggi duca di Windsor, passarono cavallette in Cina, passo' sensazione di una bomba volante, passarono molte cose ma tra l'altro passo notizia matrimonio Alba con altro. Piripiri.... Giovanni telegrafista, quello dal cuore urgente, non disse parola, solo le rondini nere senza la minima intenzione simbolica si fermarono sul singhiozzo telegrafico Alba e' urgente. Piripiri...Piripiri...
Bolormaa
Wednesday, 05 March 2008
Osservo con timore Bolormaa la Contorta Concetto fatto carne nervi viscere legamenti Sinuoso movimento Monito terrorista che la retta è per chi ha fretta Non conosce pendenze smottamenti rimonte Densamente spopolata è la felicità
Densamente spopolata è la felicità Preziosa La felicità è senza limite e viene e va La felicità è senza limite e viene e va Viene Viene e poi se ne va Splendida Bolormaa arresa all'amore Fluida contorta molle resistente Lascia fluire il dolore Che la felicità è senza limite E va e viene E va e viene
Bene - Francesco De Gregori
Friday, 07 December 2007
Bene, se mi dici che ci trovi anche dei fiori in questa storia, sono tuoi ma è inutile cercarmi sotto il tavolo, ormai non ci sto più ho preso qualche treno, qualche nave, qualche sogno, qualche tempo fa
Ricordi che giocavo coi tuoi occhi nella stanza, e ti chiamavo mia, e inoltre la coperta all'uncinetto, c'era il soffio della tua pazzia e allora la tua faccia vietnamita ricordava tutto quel che ho.
E adesso puoi richiuderti nel bagno a commentare le mie poesie però stai attenta a tendermi la mano, perché il braccio non lo voglio più mia madre è sempre lì che si nasconde dietro i muri e non si trova mai e i fiori nella vasca sono tutto quel che resta e quel che manca, tutto quel che hai e puoi chiamarmi ancora amore mio
E qualche volta aspettami sul ponte, i miei amici sono tutti là con lunghe sciarpe nere ed occhi chiari, hanno scelto la semplicità se Luigi si sporge verso l'acqua sono solo fatti suoi
E ancora mille volte, mille anni, ci scommetto, mi ringrazierai per quel sorriso ladro e per i giochi, i mille giochi che sapevi già e ancora mi dirai che non vuoi essere cambiata, che ti piaci come sei
Però non mi confondere con niente e con nessuno, e vedrai... niente e nessuno ti confonderà soltanto l'innocenza nei miei occhi, c'è nè già meno di ieri, ma che male c'è le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure vedi, sono andate via magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai e puoi chiamarmi ancora amore mio